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Il
celebre cacciatore di criminali nazisti Simon Wiesenthal fu il primo a dire:
attenzione, gli assassini sono tra noi.
E
infatti anche la figura di Adolf Eichmann non sfugge alla tipologia di un
uomo ordinario. Non è un uomo "straordinario": potremmo averlo
incontrato o incontrarlo tra noi. Il suo aspetto è quello di un tranquillo
padre di famiglia, di un uomo "normale" e allo stesso tempo
terrificante nella sua banalità. Egli ritiene che il suo ruolo di burocrate
zelante, di funzionario di polizia, responsabile assieme ad altri dello
sterminio di milioni di persone sia un inevitabile accidente che gli è
capitato in sorte e a cui non si è potuto sottrarre perché era un ordine.
Adolf Eichmann era un mediocre, quello che Pier Paolo Pasolini chiamava
"un uomo medio" e dunque pericoloso. Ieri come oggi, oggi come
ieri. È questo che il giovane regista israelaino Eyal Sivan con il suo
collega Rony Braumann è riuscito a dimostrare, scegliendo il materiale
originale di 350 ore girate in Israele durante il processo nel 1961 per
trasformarlo in un documento eccezionale di due ore.
Il
film edito in videocassetta, nell'edizione italiana da me curata, va segnalo
e diffuso: potrebbe essere questo l'impegno delle donne e degli uomini del
quartiere. Per mantenere vivo il giorno della memoria soprattutto tra i
giovani.
Carlo di Carlo
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