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Pertanto,
è importante che il bambino, anche se non esegue una tecnica di
spazzolamento corretta, acquisisca l'abitudine all'uso dello
spazzolino e alla pulizia dei denti, mentre è compito dei
genitori dare il loro contributo al mantenimento dell'igiene orale
e al controllo della placca. AI riguardo, è utile ricordare che
per i bambini lo spazzolino deve essere di lunghezza media, di
setole artificiali e di dimensioni tali da poter arrivare fino
all'ultimo molare; quindi la testina deve essere di 1,5 - 2 cm di
lunghezza e con tre file di setole.
La
seconda fase della prevenzione deve invece essere dedicata al
ruolo dell'igiene alimenta- re e all'importanza dell'alimentazione
per la genesi della carie e alla correzione dei fattori della
dieta. A livello degli zuccheri, infatti, il potere cariogeno
varia a secondo della formula di struttura: per tale ragione
diventa importante sostituire sia nella pratica quotidiana che
nell'industria dolciaria il glucosio ed il saccarosio con zuccheri
meno dannosi. Notevole importanza ha pure la durata di permanenza
degli zuccheri nella bocca: quanto più essa è protratta tanto più
è dannosa, indipendentemente dalla quantità assorbita. Ad
esempio, una bibita, anche con notevole quantità di zucchero, sarà
ingerita in breve tempo, e non lascerà residui a contatto dei
denti: sarà quindi meno dannosa di caramelle gommose che lascia-
no residui più lungamente attaccati alla superficie dei denti.
Così, sotto questo punto di vista, gli alimenti più pericolosi
sono quelli ad alta adesività, appunto perché rimangono a lungo
tenace- mente a contatto con la superficie dello smalto. In
conclusione, una cario-profilassi su base alimentare dovrebbe
articolarsi su tre linee: limitazione della frequenza del consumo
degli zuccheri, soprattutto fuori pasto, sostituzione dei glicidi
più cariogeni con altri meno cariogeni; utilizzazione di veicoli
liquidi e comunque non adesivi nell'apporto glicidico della dieta.
Di
grande rilevanza, infine, la terza fase della prevenzione relativa
alla profilassi medicamentosa (o fluoroprofilassi) ossia quella
che dà luogo alla prescrizione di fluoro per via generale ed alla
sua applicazione topica a seconda dell'età del paziente. È
infatti possibile aumentare la resistenza dei denti, a prescindere
da considerazioni sugli agenti cariogeni esterni, e questo tipo di
intervento è maggiormente efficace soprattutto nella fase
pre-eruttiva (quando è attivo l'organo dello smalto) e nella fase
di mineralizzazione post -eruttiva degli strati più superficiali.
Si può far risalire l'azione anticarie del fluoro a due precisi
momenti: una maggiore resistenza dello smalto rinforzato con
fluoro ed una azione direttamente batteriostatica o enzimatica del
fluoro. In proposito è opportuno ricordare che la sua
somministrazione può avvenire per via sistemica o per via topica.
La via sistemica si basa sull'apporto di piccolissime ma costanti
concentrazioni. Peraltro, sia durante il periodo pre-eruttivo di
maturazione che in quello post-eruttivo, la presenza di piccole
quantità di fluoro nel- l'ambiente circostante il dente porta ad
un arricchimento degli strati più superficiali dello smalto,
attività che continua durante tutta la vita, anche se in modo
sempre meno marcato con il passare dell'età. Di qui la validità
della somministrazione per via topica, ossia per contatto. La
somministrazione del fluoro per via generale può avvenire,
infine, con la fluorazione degli acquedotti, l'arricchimento in
fluoro di particolari alimenti di largo consumo (sale, latte,
farina) e l'assunzione diretta di fluoro in compresse. La dose di
un milligrammo al giorno è comunque utile per una efficace
profilassi nell'età scolare, che può essere adottata mediante
somministrazione in compresse. In età pre-scolare la dose
dovrebbe gradualmente aumentare da 0,25 mg. nel primo anno di
vita, a 0,50 mg. nel secondo anno, a 0,75 nel terzo anno, fino a 1
mg. dal quarto anno di vita in poi. La somministrazione va però
relazionata al reale contenuto in fluoro dell'acqua potabile e
per- tanto i predetti dosaggi devono diminuire fino ad annullarsi
a seconda dei risultati delle analisi delle acque potabili usate.
La via sistemica è efficace fino agli 8 anni di età, anche se
non può escludersi successivamente una azione locale del fluoro
ingerito, nel momento della sua permanenza a contatto dei denti.
A. Frasca
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