Marzo 2002

MOLTO RUMORE PER NULLA

Arrivano gli zingari!, anzi no, vanno via...

Arrivano gli zingari! Un grido riecheggia da ogni parte del quartiere. L'allarme passa di strada in strada. State attenti! Chiudete le case! Arrivano gli zingari! Un eterogenea carovana di roulottes - "E che roulottes!", esclamano i più - ha occupato il parco di Casa Calda. Stupisce pensare che in questo gelo d'inizio anno (siamo in Gennaio), su questo prato, si siano dati convegno per festeggiare un matrimonio, un numero consistente di zingari. Il fatto che festeggino con riti, musica e balli significa che hanno ricorrenze e tradizioni, usanze: una cultura, insomma. Eh si, a ben guardare si scopre che sembrano gli esclusi, i reietti, vogliono invece vivere separati dalla nostra società resistendo ai vari tentativi di integrazione cui vengono sottoposti.

Pochi conoscono l'esistenza di Sinti, Rom, Kalé (i gruppi principali) divisi in vari linguaggi (Luvara, Curara, Khorakhané o Kalderasha) o in vari clan. Non ci sfiora il pensiero che forse non vogliono dividere con noi le loro cose.

Non è raro sentirli sulla metropolitana o alle fermate degli autobus, che parlano seri tra loro o che scherzano allegramente con i propri figli, ma se un "gage" si frappone al loro modo di vivere diventano scostanti, contrari ad iniziare una qualsiasi relazione. Forse non è solo il loro modo di vivere apparentemente senza regole che ci infastidisce ma anche il fatto che ci considerino diversi da loro. La società zingara non ha una storia scritta se non quella narrata da chi si interessa di essa: quella che ricostruisce le migrazioni dei vari gruppi tratta dai documenti delle popolazioni con cui sono entrati in contatto. Essi tramandano la loro storia oralmente. Ma non è una storia di battaglie o di conquiste: è la storie delle relazioni tra le varie etnie e famiglie, è la storia del loro viaggiare per il mondo. Anche questi che hanno occupato il Parco di Casa Calda non sono rimasti a lungo: così come sono  arrivati, silenziosamente se ne sono andati.

                                                                                                Alessio Venanzi