Previdenza:

LA PREVIDENZA HA SCOPERTO LE CASALINGHE

 Restyling nella gestione del fondo Inps per le casalinghe

Il fondo INPS è finalmente operativo, c’è anche il fondo complementare e l’assicurazione contro gli infortuni

 

UNA PENSIONE PER 9 MILIONI DI CASALINGHE.

 

Luisa Rossetti (VERONA)

Alcuni anni fa ho iniziato i versamenti alla Mutualità pensioni per le casalinghe, un fondo che rende poco o nulla. Ora ho saputo che la legge è stata migliorata è vero?

Risponde Angelo Sica esperto di previdenza:

La previdenza ha scoperto le casalinghe. E non c’è da stupirsi dato che è un’affare che coinvolge 9 milioni di persone. La vecchia mutualità pensioni ha subito un restyling, trasformandosi in una nuova gestione Inps, che avrebbe attirato chi, pur senza alcuna previdenza, si era sapientemente tenuto alla larga dal vecchi fondo. Ma per le casalinghe non finisce qui.

Oltre a questo, c’è un fondo complementare, senza contare l’assicurazione (obbligatoria) contro gli infortuni.

Ma andiamo con ordine.

Il fondo Inps. Dopo 5 anni dalla sua nascita (decreto n.565 del 1956) solo ora è diventato operativo. Al fondo sono iscritte di diritto le casalinghe già assicurate alla vecchia gestione, come la lettrice, dove si portano dietro la loro dote di contributi. E dal 1° gennaio 1997 si può iscrivere, fino a 65 anni, chi - uomo o donna non ha importanza - svolge le faccende domestiche nella propria casa in autonomia e senza retribuzione.

Ne è escluso chi già lavora, in proprio o alle dipendenze, salvo che abbia un part-time di poche ore o un lavoro saltuario o un lavoro precario. Sono esclusi anche i pensionati, salvo che non abbiano solo la reversibilità. Per iscriversi occorre presentare una domanda ( i  moduli già ci sono ) che può essere presentata a qualsiasi agenzia dell’Inps o tramite internet al sito www.inps.it  o call center dell’istituto (tel.16464).

Da 1° gennaio 1999 il versamento minimo è di 25,82 € (50.000 lire ) al mese, più il 2 %  per spese di gestione. Per il 1997  e 1998 è possibile pagare anche meno. Chi vuole può pagare di più ( e più alta sarà la pensione ). Comunque, per coprire un’anno intero, occorre versare almeno 309,84 € ( 600.000 lire ), altrimenti sono accreditati tanti mesi quanti ne copre la somma pagata.

Chi si iscriverà entro il 31 dicembre 2002 può pagare anche per gli anni precedenti ( fino al 1997 ) senza interessi. Gli ultrasessantenni possono accelerare i versamenti per avere la pensione a 65 anni. I contributi sono interamente deducibili dal reddito. Ciò significa che una parte del reddito viene compensata dal risparmio fiscale. La pensione spetta da 57 anni di età in poi con cinque di contributi. Ma non basta: chi vuole la pensione prima dei 65 anni deve maturare un’importo pari a 1,2 volte l’assegno sociale (420,68 €, pari a lire 814.550 ) altrimenti deve aspettare.

Conviene? La domanda  è di rito.

Qualche esempio:

Per prendere a 57 anni la pensione  di 430 € al mese ( 830.000 lire ), bisogna aver accantonato , tra contributi e rivalutazione la bella cifra di 113.000 €  (220.000.000 di lire).

Per avere 250 €  (490.000 lire ) al mese occorrono 52.000 € ( 100.000.000 di lire ).

Perciò, prima di decidere, occorre fare qualche confronto con le possibilità di investimento che offre il mercato.

Il fondo complementare. Al fondo Famiglia, promosso da federcasalinghe, oltre alle casalinghe, vi possono partecipare lavoratori atipici, parasubordinati, stagionali.

L’ adesione, che è del tutto volontaria, comporta il pagamento di un contributo minimo è di 25,82 euro al mese, che può essere pagato anche saltuariamente.

Ma chi vuole può versare di più e  si ritroverà un accantonamento più alto e di conseguenza avrà una rendita più consistente.

Una parte del finanziamento è affidata al risparmio sulla spesa, che confluirà nell’accantonamento previdenziale. Gli sconti sugli acquisti dovrebbero aggirarsi  in media sul 2-3%.

I versamenti possono essere fatti non solo dagli iscritti ma anche dalle persone fiscalmente a carico, ( a esempio genitore o coniuge), e possono essere scalati dal reddito fiscalmente imponibile.

La regola scatta con le stesse regole dell’Inps. L’importo ( più o meno alto ) dipenderà dalla capacità del gestore di far fruttare al meglio i capitali che il fondo gli affida. Per ora è previsto un profilo di investimento bilanciamento, per il 40% azionario e per il 60% obbligazionario. Sarà possibile trasformare la rendita in capitale fino al 50%. Oppure tutta, se l’importo della rendita è troppo bassa.

L’assicurazione infortuni. Interessa donne e uomini, copre gli incidenti domesticie interviene se l’attività, che non deve essere subordinata né retribuita, è svolta nell’ambito della propria abitazione, compresi box,cantine e altre pertinenze e delle parti comuni del condominio. Non vale per chi ha una copertura previdenziale obbligatoria.

L’iscrizione ( che è gestita dall’Inail ) e obbligatoria per chi ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni.

La tariffa annua è di 12,91 € (25.000 lire).

La polizza è esentasse ed è a carico dell’iscritto. Però se l’accolla lo Stato se il reddito personale di questi non supera i 4.648,11 € annui e i  9.296,22 € quello del nucleo familiare.

L’assicurazione paga solo se inabilità è almeno del 33%. Ma sono esclusi gli infortuni mortali.

(Dall’articolo apparso sul quotidiano il Messaggero del 22 marzo 2002)